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le fobie specifiche: paura degli animali, delle iniezioni, del sangue...

Fobie Psicoterapia. Le Fobie SpecificheNel dsm IV le fobie vengono divise in fobie specifiche e fobie sociali

La fobia specifica “è caratterizzata da un’ansia clinicamente significativa provocata dall’esposizione a un oggetto o a una situazione temuti, che spesso determina condotte di evitamento” (DSM-IV, p.435).

La persona riconosce che la paura è irragionevole e eccessiva ma non riesce comunque a controllarla.

 

 


Secondo una visione psicodinamica ogni fobia ha una componente di repulsione e di attrazione inconsapevole verso l’oggetto temuto. Gli oggetti e le situazioni temuti rappresentano oggetti interni paurosi (pensieri proibiti sessuali o aggressivi) che minacciano una ritorsione punitiva. Viene attivato un segnale d’ansia che mette in atto tre meccanismi di difesa: spostamento, evitamento e proiezione. Tali difese contengono l’ansia rimuovendo l desiderio proibito. La paura viene proiettata su di un oggetto esterno, in modo da poterla controllare (infatti in questo modo diventa circoscritta ed evitabile).
Il stile difensivo privilegiato è l’evitamento, che contribuisce ad aumentare l’ansia e l’ansia e di conseguenza aumenta il blocco emotivo verso quel particolare oggetto o situazione.


Illustriamo ora alcune fra le fobie specifiche più comuni


Fobia degli animali. Il soggetto teme una particolare specie animale o più specie. Generalmente l’esordio avviene nell’infanzia.
In genere la paura degli animali simboleggiano la pulsionalità senza ragione. Si teme dunque il contatto con la propria emotività, che non si riesce a gestire, temendo dunque di perderne il controllo. Il significato varia a seconda del tipo di animale. Per esempio, l’aracnofobia ovvero la paura dei ragni e degli insetti in generale simboleggerebbe il tentativo di allontanare parti repellenti del proprio Sé. La paura del gatto, invece simboleggerebbe il conflitto verso la figura materna, mentre la paura dei cani sarebbe messa in relazione con una conflittualità nei confronti del padre.


Fobia dell’ambiente naturale. In questo caso è utile distinguere se la paura è rivolta verso elementi naturali tipo: acqua, temporali e altezze. Generalmente l’esordio della fobia è nell’infanzia (pensiero magico). Secondo alcune teorie psicodinamiche la fobia dei temporali potrebbe rappresentare contenuti emotivi minacciosi, impetuosi e travolgenti. La fobia dell’altezza (acrofobia) invece, rappresenterebbe la temuta attrazione verso lo sfracellarsi, e la fobia dell’acqua rivelerebbe problematiche nei confronti della figura materna.


Fobia delle iniezioni-sangue-ferite. In questo caso è necessario specificare se la paura è provocata dalla vista di ferite o sangue o se è provocata da procedure più invasive come le iniezioni. La fobia del sangue può essere legata contenuti aggressivi inaccettabili; mentre la fobia delle iniezioni può essere legata a contenuti aggressivi o ipocondriaci.


Fobia situazionale. In questa categoria possono essere incluse varie tipologia di fobie, quali: la claustrofobia (paura degli spazi augusti e chiusi), paura di trovarsi nei trasporti pubblici, tunnel, ascensori, ponti, mezzi volanti, alle guide di vetture. L’esordio della fobia avviene con un primo picco nell’infanzia e un altro verso i 25 anni.


Ci sono molte altre tipologie di fobie, tra i quali la paura di precipitare quando si è lontani da mezzi di supporto fisico come i muri. Fobie di rumori e personaggi in maschera o di situazioni che possono portare al soffocamento o a sviluppare una malattia
Spesso un soggetto che soffre di una fobia specifica ha molte probabilità di soffrire di un’altra fobia; si parla perciò di un’alta comorbità delle fobie specifiche. (Kendler et all.,2001).
Chiaramente è opportuno indagare quali sono gli oggetti e le situazioni temuti e il loro significato simbolico. E’ importante esplorare l’ansia espressa e il significato simbolico degli oggetti temuti e eventuali pulsioni inaccettate.


Le ricerche comportamentali invece ricollegano l’esordio delle fobie all’esposizione a uno stimolo avversivo. Non tutte le persone esposte a stimoli avversivi sviluppano necessariamente una fobia; sembrano intercorrere dei fattori di rischio come l’ereditabilità e il nevroticismo. Alcuni autori hanno suggerito che, alcune persone abbiano una predisposizione biologica all’apprendimento delle fobie, così da non richiedere l’esposizione a nessuna esperienza condizionante. (Menzies e Clarke, 1995). Queste teorie suggeriscono che le teorie del condizionamento fobico, dovrebbero essere integrate con modelli biologici del sistema cerebrale della paura.
Le teorie comportamentali spiegano le fobie tramite il condizionamento.

La teoria bi fattoriale di Mowrer presuppone che il condizionamento fobico comprenda due fasi:


1- attraverso un processo di condizionamento classico la persona impara a temere uno stimolo neutro (SN) perché associato a uno stimolo avversivo (SI);


2- attraverso un processo di condizionamento operante la persona impara a ridurre la paura evitando lo stimolo condizionato. La risposta di evitamento viene mantenuta perché la riduzione della paura funge da rinforzo.

A cura di Adriano Legacci e di Cristina Zanella